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mercoledì 12 novembre 2008

ORONTE DEL FRATE

 
ORONTE DEL FRATE
Un ingegnere dei primi anni del '900 che lasciò un
manoscritto sulla storia, e non solo, di Civita Castellana.




Cenni biografici. A cura di Luigi Cimarra.



Uno dei casi emblematici di questo oblio è proprio Oronte Del Frate. Sulla sua biografia possediamo soltanto alcune scarne notizie, anche se qualche dato si può ricavare sia dalla Guida storica e descrittiva sia dalla Miscellanea civitonica. Veniamo così a sapere che la famiglia abitava nel palazzo avito in Piazza Vittorio Emanuele (oggi Piazza Matteotti), in corrispondenza degli attuali numeri civici 20-21-22-23, attiguo al vecchio albergo dell’Aquila Nera. La data di nascita, 8 settembre 1856, ci viene restituita dall’atto di battesimo, conservato nell’archivio della Cattedrale (Liber 22 Baptizatorum, n. 82.1089, p. 298). Ed è ancora un registro parrocchiale, lo ‘Status animarum’ (ad annum 1863), a descriverci la composizione dei nuclei parentali, che abitavano nel palazzo. La famiglia dei Del Frate doveva appartenere alla intraprendente borghesia cittadina. Il nonno materno era l’ingegnere Gaetano Donegani, che il nostro ricorda sempre con affetto e devozione. I Del Frate stessi, o i loro stretti parenti, possedevano, nella metà del XIX secolo un’attiva tipografia. Oronte era stato preceduto nel 1850 dalla nascita di Anacleto, nel 1859 si aggiunse alla famiglia l’altro fratello, Egidio (o Arvino) (+ 1933, a Roma), che divenne maestro e svolse l’attività d’insegnamento nelle scuole elementari a cavallo tra i secoli XIX e XX. Allo stato attuale delle nostre ricerche ignoriamo quale tipo di studi il giovane Oronte abbia intrapreso, ma è indubbio che, accanto ad interessi di carattere storico-archeologico, egli maturò conoscenze e competenze soprattutto nel campo tecnico-scientifico. Nella sua prima adolescenza poté seguire gli eventi della terza guerra d’indipendenza, le imprese dei garibaldini nel 1867 e, soprattutto, nel 1870 la presa di Porte Pia, cioè il definitivo tramonto del millenario Stato della Chiesa, del potere temporale dei papi e la nascita del regno d’Italia; poté interessarsi da vicino ai gravi e complessi problemi che il giovane stato dovette affrontare per accelerare l’ammodernamento del paese, alla cui soluzione egli diede localmenteil suo piccolo contributo. Del Frate si rivela attento raccoglitore di patrie memorie, ma padroneggia anche le discipline tecniche come il disegno: possiede un tratto grafico preciso ed ordinato, come dimostrano i due disegni della Cattedrale e del Forte Sangallo, che lui stesso eseguì per l’edizione della Guida. Il periodo più fervido ed operoso della sua vita coincide con il ventennio 1880-1900: comincia la collaborazione con il periodico ‘Il Rinnovamento’, sul quale, oltre a curare la corrispondenza locale, pubblica a puntate i suoi più importanti saggi di storia. Nel 1898 dà alle stampe la ‘Guida storica e descrittiva della Faleria Etrusca’. Nel 1895, assieme con De Angelis, progetta e poi realizza l’impianto telefonico, che collega il mandamento di Civita. Più o meno in quegli anni o agli inizi del ‘900 comincia a scrivere la Miscellanea, opera rimasta inedita.



a cura di Luigi Cimarra

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